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Prova titolo

Il viaggio “Il bene e il male: le due forze che muovono l’umanità” inizia in un bosco all’alba, il momento prediletto da
Franco Taranto, il fotografo della luce, che cattura con il sorgere del sole la magia del risveglio della natura e dà voce ai
luoghi e a ciò che solitamente si trova nel profondo dell’animo di ognuno: sensazioni, pensieri, speranze e timori.
Nei boschi della selvaggia Sardegna e delle campagne Romane, l’artista fa vivere il connubio tra essere umano, natura e
animali. Si intravede infatti da lontano una figura in abito bianco, pura e quasi angelica, circondata da 4 lupi, animali
solitamente associati a un’idea di pericolo ma che qui invece rappresentano un simbolo di difesa e alleanza che riporta
alla leggenda della nascita di Roma. Poco dopo la modella è rappresentata in un abito rosso che, insieme alla vicinanza
dei lupi, rimanda a una delle fiabe più famose al mondo, “Cappuccetto Rosso”; lei rappresenta il simbolo dell’innocenza e
dell’ingenuità, che prima o poi scompare per lasciar spazio alla curiosità e all’indipendenza, rischiando di diventare però
vittima della malvagità e dell’astuzia delle persone. Più avanti si intravede infatti una figura sensuale, adornata con un
corpetto, un copricapo con delle eleganti corna e ali di angelo, il tutto di colore nero.
Queste tre figure stanno a simboleggiare le fasi della vita e quanto le situazioni che viviamo ci cambino, portando a
trasformare una donna pura e angelica in una creatura mitologica, forte e talvolta ferita, che porta alla mente la figura
antagonista de La Bella Addormentata nel Bosco, Malefica. Lei è una bellissima giovane creatura fatata dalle grandi e
possenti ali, che risiede in un regno pacifico in compagnia di creature fantastiche che vivono in simbiosi e in armonia con
la natura. Questo quadro quasi perfetto viene interrotto in seguito al tradimento da parte dell’uomo di cui si era
innamorata, avvenimento che fa scatenare dentro di lei una brama di vendetta che la porta a diventare una strega
malvagia.
Queste tematiche sono molto care a Franco Taranto, che si fa portavoce dell’importanza dell’amore e del rispetto per se
stessi e per gli altri, ma anche per la cultura, per l’arte, per la natura e per la figura femminile. Il fotografo è fondatore e
presidente dell’associazione no profit Victims of Beauty, nata nel 2017 con sede a Massagno, nella città di Lugano, e volta
al miglioramento delle condizioni delle donne vittime di violenza. Lo stesso anno l’artista ha ricevuto un prestigioso premio
per la campagna presentata a Palazzo Marino “Victims of Beauty: Silence kills Dignity”, riconosciuta come miglior
campagna antiviolenza sulle donne per creatività, originalità, messaggio sociale e sostegno dei rapporti di collaborazione
italo-svizzeri.
Attraverso la realizzazione di scatti fotografici e video creati durante 18 shooting all’alba, Franco Taranto nell’opera “Il
bene e il male: le due forze che muovono l’umanità” porta lo spettatore in un locus amoenus governato da una cascata
nella zona del Ticino, territorio d’adozione dell’artista e che valorizza in ogni suo scatto grazie alla sua origine romantica
e sensibile italiana. Nello specchio d’acqua ai piedi della cascata, figure angeliche fanno il bagno, rinfrescandosi in una
danza bucolica all’alba. L’unico suono che governa la scena è il suono dell’acqua, la musica della natura. Gli angeli
diventano qui figure quasi mitologiche: presentano grandi ali, che sottolineano la loro dimensione divina, e un copricapo
con le corna, che sta invece a simboleggiare il loro lato umano e terrestre, in cui talvolta ci si perde nei piaceri, negli
egoismi e nei peccati. A porre fine a questa scena paradisiaca è l’arrivo di un angelo nero, bello e possente, che prende
parte al bagno rinfrescante iniziando un confronto con l’angelo bianco: le due figure assumono pose che riportano
all’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, celeberrima rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano, riviste
dal fotografo in chiave moderna. Il rimando all’Uomo Vitruviano esemplifica la dimensione umana e divina degli angeli
rappresentati da Franco Taranto: questa figura infatti dimostra come il corpo possa essere armoniosamente inscritto nelle
due figure “perfette” del cerchio, che simboleggia il Cielo e la perfezione divina, e del quadrato, che simboleggia la Terra.
Dopo un lungo confronto tra i due angeli, che presentano le stesse posizioni e dispiegano le ali guardando il cielo, l’angelo
nero prende in mano un violino, anch’esso nero, e inizia a suonare una dolce melodia, mentre l’angelo bianco inizia a
stendersi a terra addolorato ma consapevole del suo destino. L’atmosfera cambia, viene offuscata da una soave nebbia
che rimanda a due luoghi in antitesi, il paradiso e l’inferno. È la fine dell’umanità, sull’ultima nota di violino guidata
dall’angelo nero. Ma ad un certo punto tutto torna nitido, non c’è più nessuno attorno, tutto è in silenzio, com’era
all’origine. E in alto da lontano si intravede un gruppo di angeli che lentamente stanno scendendo sulla terra, e il ciclo
continua…

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